La Parrocchia

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Un po’ di storia
Gli inizi

Si dovette aspettare fino al 1936 perché vi fosse a Milano una presenza rosminiana, quando il beato cardinal Schuster pensò di affidare una parrocchia all’Istituto della Carità. Così infatti inizia il cronicon di questa Parrocchia: «La Torrazza era una frazione di Trenno che contava più di cinquecento fedeli: distava dalla parrocchiale di Trenno tre chilometri circa, e non disponeva neppure di un piccolo Oratorio. Nel 1936 il Prevosto di Trenno D. Armani Augusto fece delle pratiche per avere in affitto qualche magazzino ove raccogliere i figliuoli e le figliuole per l’istruzione catechistica. Ma ogni ricerca fu vana, fu un insuccesso. Allora il Prevosto incaricò mons. Maini Avvocato Generale della Curia Arcivescovile, che con lui percorse la parrocchia di Trenno e si rese persuaso dell’urgente necessità di dotare la frazione Torrazza di una Chiesa. Ne riferì a sua Em.za il Cardinale Schuster arcivescovo di Milano, che si interessò tosto della cosa e nella prossima sua iniziativa di erigere quattordici Chiese alla periferia della Città, incluse fra queste anche la Chiesa della Torrazza …»

Due vecchie foto del 1940 durante la costruzione della Chiesa di S. Romano alla Torrazza

Nel gennaio del 1940 venne iniziata la costruzione della Chiesa, che per la ristrettezza del momento fu limitata solo al transetto: «Il nuovo tempio fu solennemente benedetto il 1 settembre 1940 dall’ill. mo e Rev.mo mons. Carlo Maderna, Canonico ordinario della Metropolitana. Una volta benedetta la Chiesa cominciò ad essere funzionata la domenica con una S. Messa, che di solito veniva celebrata da uno dei Frati Cappuccini del cimitero di Musocco. Intanto si facevano da sua Eminenza pratiche presso diversi ordini religiosi per affidare loro questa Chiesa e assicurare così l’assistenza ai fedeli dei dintorni … Il 24 luglio 1941 l’ill.mo e Rev.mo mons. Vittore Maini comunicò al Rev. mo Prevosto di Trenno don Armani Augusto, che un Istituto religioso era disposto a funzionare la Chiesa di S. Romano alla Torrazza, a patto però che detta Chiesa venisse eretta in Parrocchia ».

Il 18 settembre 1941 l’arcivescovo eresse con decreto la nuova Chiesa in Parrocchia di S. Romano, affidandone la cura ai Padri Rosminiani dell’Istituto della Carità. Il primo parroco, don Giuseppe Baroni, fece il suo ingresso il 4 ottobre 1941. Successivamente, per la scarsa presenza di popolazione (non più di 1.200 anime), per la povertà della zona e con il mutare, negli anni ’60, del piano regolatore che previde la realizzazione di un quartiere di case ad edilizia popolare su un nuovo asse urbano spostato all’interno rispetto alla statale del Sempione (tra la statale stessa e il paese di Trenno), si ritenne opportuno non pensare al completamento del progetto.

La chiesa di S. Romano alla Torrazza agli inizi del 1950

Gennaio 1969 nuovo assetto della Parrocchia

Con i mesi di ottobre 1968 – gennaio 1969, con l’assegnazione dell’ultimo lotto di abitazioni del nuovo quartiere gallaratese, la popolazione del territorio della parrocchia passò di colpo da 1.200 a 15.000 persone, e divenne urgente la revisione del territorio della parrocchia e la realizzazione di un centro parrocchiale adeguato. La nuova composizione sociale delle famiglie della parrocchia rifletteva la realtà del territorio: abitazioni di edilizia popolare assegnate soprattutto a giovani famiglie con un continuo incremento di bambini e ragazzi. Basti pensare che in quegli anni ’70 – ’80 comunioni e cresime vedevano annualmente la presenza di 150 200 ragazzi. Nell’estate 1970 si decise di erigere una piccola chiesa prefabbricata provvisoria in una posizione più centrale, che venne inaugurata per la solennità di S. Ambrogio di quello stesso anno. Nel gennaio 1972 la parte estrema del territorio della Parrocchia, confinante con il comune di Pero, venne distaccato e si formò la nuova parrocchia di S. Leonardo da Porto Maurizio. Sono anni di intensa attività pastorale e sociale, in cui la parrocchia rimane l’unico centro di aggregazione per le famiglie del territorio, in pochi e poveri ambienti si alternato moltissime attività. L’esigenza di un nuovo centro parrocchiale premeva con sempre maggiore urgenza, ma le varie vicissitudini politiche e difficoltà concrete di quegli anni resero laborioso portare a compimento questo progetto.

1999: il nuovo centro parrocchiale

Un primo tentativo si fece nel 1976 con il progetto dell’architetto Roberto Menghi, ma dopo svariati incontri, discussioni, promesse, fallì. E passarono più di dieci anni.
Finché ci si pose mano di nuovo nel 1988. A volerlo in maniera ferma e decisa fu il Cardinal Carlo Maria Martini, che la inserì nelle Chiese Parrocchiali del “Piano Montini”, come uno dei segni concreti dell’anno Santambrosiano, ed a Lui dedicata con il titolo di “Sant’Ambrogio ad Urbem”. La struttura essenziale del complesso venne realizzata negli anni 1996/1999, ma i costi elevati portarono a tagliare dal progetto originario alcune parti: il campanile, l’ala meridionale con il salone dell’oratorio e tre aule di catechesi e l’appartamento delle suore. Inoltre non furono completati il sagrato e tutta l’area esterna. Le esigenze del territorio frattanto sono cambiate ma ora il nuovo centro parrocchiale c’è! Sarà da completare, sarà da vivere meglio, ma dopo trent’anni finalmente c’è!

La nuova Chiesa dedicata a “Sant’Ambrogio ad Urbem” della Parrocchia di S. Romano

I parroci

CONSIGLIO PASTORALE

Nelle  sue funzioni  il  Parroco  si  avvale  della  collaborazione  del  Consiglio  Pastorale. E’  formato  da  un  gruppo  di  ventisei  persone  le  quali,  con  spirito  di  servizio, tenuto  conto  delle  linee  pastorali  e  della  realtà  della  parrocchia,  aiuta  il  Parroco  nel  valutare  le  necessità  della  comunità  parrocchiale,  lo  consigliano  sulle  decisioni  da  prendere  e  fanno  proposte.

CONSIGLIO AFFARI ECONOMICI

Sono  cinque  persone  nominate  dal  Parroco che  lo  assistono  nella  gestione  economica,  operativa  e  finanziaria  della  parrocchia

CONSIGLIO D’ORATORIO

Collaboriamo con il Sacerdote Responsabile per la crescita “umana e Cristiana” dei giovani

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